7 Aprile 2021

La traduzione a servizio della telemedicina

Categoria: News da Way2Global

Sono passati 50 anni da quando il termine “telemedicina” ha fatto la sua comparsa nei media per la prima volta ma, nonostante ciò, solo ora ha conquistato l’attenzione dell’opinione pubblica.

La crisi pandemica ha messo in luce le straordinarie potenzialità di queste nuove metodiche di

visitare i pazienti che hanno consentito di fornire assistenza medica e, al tempo stesso, rispettare le misure di sicurezza come il distanziamento sociale.

D’altronde è innegabile che la diffusione di questa rivoluzionaria tecnologia sia ostacolata anche da una cultura e da competenze tuttora carenti del settore sanitario, dei suoi operatori e degli stessi pazienti in ordine all’utilizzo di queste innovazioni nel settore medico.

La trasformazione digitale continua intanto indomita a rivoluzionare la telemedicina, tanto che, come afferma Giuseppe Recchia, CEO e co-founder di Da Vinci Therapeutics, si dovrebbe oggi più propriamente parlare di “medicina digitale” in quanto “la grande opportunità è la produzione di dati, non il colmare le distanze”.

La nuova frontiera della medicina ha portato con sé lo sviluppo di apparecchiature e dispositivi medici sempre più sofisticati in grado di produrre dati da cui estrapolare informazioni preziose per erogare un servizio di assistenza personalizzato e basato sulle reali esigenze del paziente. Un’evoluzione digitale dirompente che schiude inevitabilmente nuove sfide.

Le sfide della telemedicina

La telemedicina si declina oggi in applicazioni molto diverse tra loro.

La vasta gamma di possibili impieghi va dalle cabine ideate da Health 4 Development (H4D), in cui il paziente può entrare e collegarsi in remoto col medico, ai virtual twin creati da Dassault Systèmes che consentono di simulare un’operazione chirurgica prevedendone così il risultato.

Questa rivoluzione digitale richiede però di trovare una risposta a una serie di grandi sfide affinché i nuovi dispositivi tecnologici possano effettivamente diventare di uso comune.

Per Fulvia Filippini di Club Santé il problema principale è di natura legislativa, infatti ancora oggi non esistono regole chiare che permettano di utilizzare i dati raccolti con le nuove strumentazioni in modo sicuro e integrato.

Come mette in luce Michele Girodani, CEO di Medicora, “c’è ancora molta difficoltà nel condividere dati e informazioni generati dai nuovi medical devices”, con evidenti ricadute anche sull’inter-operabilità tra le varie strutture, pubbliche e private, a oggi ancora molto carente.

Un altro tema che richiede correttivi urgenti è, come indicato da Béatrice Alary, responsabile per lo sviluppo Italia di H4D, la formazione tuttora inadeguata.

È stato proprio a causa della pandemia che molti medici si sono ritrovati a svolgere le prime televisite.

Saper individuare una patologia senza contatto fisico col paziente e riuscire a spiegargli come usare i medical device non è cosa semplice.

Sono tante quindi le aziende del settore medico che, di fronte a queste difficoltà, hanno sviluppato competenze e programmi di ricerca per rendere disponibili materiale e risorse formative atte a diffondere prassi corrette di esecuzione delle televisite, che in futuro si prevede troveranno sempre maggiore diffusione.

La formazione, sia del personale sanitario sia dei cittadini, è un asset fondamentale per promuovere il ricorso alla medicina digitale.

Ma in tutto ciò, che ruolo ha la traduzione?

Il ruolo chiave della traduzione

Molte delle imprese che operano nel campo della telemedicina sono aziende francesi che, dalla casa madre francese, operano anche in altri mercati, tra cui quello italiano.

Spesso, come nel caso della già citata H4D, si tratta di aziende che vantano esperienza maggiore o competenze diversificate rispetto alle imprese italiane nell’implementazione delle soluzioni di telemedicina, con conseguente sviluppo di nuove apparecchiature e metodi di lavoro innovativi.

Le realtà insediate oltreconfine che possono apportare valore aggiunto, complementare e di alta specialità nel settore medico italiano sono innumerevoli, ed è proprio qui che entra in gioco il supporto che la traduzione può dare allo sviluppo dei servizi di telemedicina.

La telemedicina riguarda anche l’impiego di dispositivi medici sempre più avanzati, dunque è di grande aiuto per chi opera nel settore poter consultare il materiale informativo e formativo nella propria lingua madre.

Un servizio di traduzione medico scientifica professionale serve proprio a questo, a garantire che documentazione preziosa, come ad esempio un manuale di formazione sulla corretta esecuzione delle televisite, venga tradotta in modo puntuale e preciso per evitare che lato assistenza medica o lato paziente sfugga la piena comprensione di informazioni di vitale importanza.

Noi di Way2Global siamo partner di eccellenza delle maggiori aziende del settore medico scientifico, Health, Big Pharma e medical device, cui garantiamo un servizio fatto di qualità e rigore.

Il nostro team di traduttori madrelingua specializzati segue programmi di aggiornamento continuo in materia di evoluzione e novità del settore, e opera con l’ausilio delle tecnologie più sofisticate della Language Industry, così da fornire un servizio rapido, rigoroso e della massima qualità. Il coordinamento e la gestione delle commesse a opera dei nostri Project Manager assicura al contempo al cliente la massima puntualità e tempestività del servizio.

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    Massimo Maffei è Chief Operating Officer di Way2Global, agenzia di traduzioni dall’anima Benefit, oltre che startup femminile. Con oltre 14 anni di esperienza nel settore della Language Industry, alla guida del reparto Sales ha curato le relazioni internazionali dell’azienda aprendo mercati e instaurando collaborazioni con clienti di ogni parte del mondo. Coniugando oggi nel suo ruolo commerciale anche la supervisione delle Operations, cura le relazioni internazionali che legano Way2Global a clienti e fornitori. Sempre pronto a nuove sfide, Massimo si tiene costantemente aggiornato sullo stato dell’arte dei nostri settori di riferimento, primo fra tutti il Life Sciences.
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