23 Gennaio 2020

Manifesto di Assisi: call to action per una nuova economia

Categoria: News

In occasione della presentazione ufficiale del Manifesto di Assisi di venerdì nella giornata di 24 gennaio nell’omonimo comune perugino, noi di Way2Global, come 520° firmatari, vogliamo esprimere tutto il nostro sostegno e la nostra piena adesione ai punti espressi dal programma, e soprattutto vogliamo condividere l’obiettivo per cui è stato scritto.

Saremo nel Salone Papale del Sacro Convento di Assisi con la mente, con il cuore, e con tutto il nostro impegno, così come siamo tra i 1500 firmatari del Manifesto per un’economia a misura d’uomo.”

Laura Gori, Founder & CEO di Way2Global – Traduzioni

Una Carta nata dalla volontà di agire per la risoluzione della crisi climatica, che esorta ciascuno di noi, come impresa, istituzione e, ancor prima, come persona, ad affrontare con coraggio la situazione emergenziale che incombe.

Ispirato all’enciclica “Laudato Si’ ” di Papa Francesco, primo sostenitore della sostenibilità e di un nuovo modello di business più buono, il Manifesto di Assisi, è una sfida che Italia ed Europa devono cogliere come cabina di regia per guidare la metamorfosi del paradigma economico, rendere possibile l’annullamento delle emissioni di gas serra entro il 2050, e frenare il cambiamento climatico.

In un’Italia che è già il primo paese europeo per riciclo di rifiuti e avanguardia di un’economia circolare più sostenibile, non sorprende che una simile iniziativa abbia richiamato subito l’attenzione e l’impegno di oltre 1500 imprenditori e imprese, pronti ad allearsi in nome di un domani migliore per tutti, che si sostanzi di un’economia e di una società più umane.

Tra i firmatari non poteva mancare la nostra Founder & CEO, Laura Gori, che a nome di tutta Way2Global, nata come Società Benefit e successivamente certificata B Corp, ha aderito al Manifesto, in segno di condivisione di valori, principi e obiettivi.

Lungi dall’essere un atto estemporaneo, la firma è parte di un percorso che vede Way2Global sposare con convinzione la nuova politica industriale proposta da Assisi e da Papa Francesco: un modello benefit che bilancia la ricerca del profitto all’impatto sociale, in totale convergenza con la vision che abbiamo scelto per noi stessi e il nostro modo di fare business.

Un percorso che, iniziato lo scorso anno con la partecipazione di una giovane rappresentante Way2Global alla scuola di formazione di economia circolare Percorsi Assisi, si concluderà a fine marzo con la sua partecipazione alla tre giorni “The Economy of Francesco”, che vedrà Papa Francesco chiamare a raccolta oltre 2000 economisti e imprenditori under 35 provenienti da tutto il mondo per la firma di un patto che dia voce al loro grido d’allarme e ai loro sogni.

Proprio questo è l’obiettivo del Manifesto: apportare un contributo tutto italiano al tentativo di costruire un mondo più sostenibile, civile e gentile, grazie a un’economia nuova, basata su valori ed etica, nel rispetto di ambiente e persone, invece che all’unico scopo di massimizzare il profitto.

Non a caso il promotore di questa iniziativa è Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, che dal 2005 sostiene e chiama a raccolta le eccellenze italiane, con l’organizzazione di percorsi di ricerca, eventi e progetti che contribuiscono a valorizzare il nostro Paese puntando su principi sani come innovazione, sviluppo, sostenibilità, valore del capitale umano, territorio e apertura.

Oltre a Fondazione Symbola, tra i primi firmatari e co-autori del Manifesto vi sono, tra gli altri, Confindustria, Coldiretti, Enel, i francescani del Sacro Convento Assisi e Novamont, tutti uniti nel nobile intento di promuovere la green economy per rendere più competitive le nostre imprese e produrre posti di lavoro con un sistema di produzione che vede in qualità, bellezza ed efficienza i suoi caratteri costitutivi.

Alla presentazione, nella giornata di venerdì 24 gennaio, parteciperanno tra gli altri il Presidente del Consiglio Conte e il Presidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, anch’essi tra gli importanti firmatari e sostenitori di quello che ha tutta l’aria di essere un decalogo programmatico quanto mai impegnativo ma di estremo fascino per il nuovo decennio.

Un grande evento a celebrare “una nuova alleanza tra mondo economico, società e cultura per costruire insieme un’economia in grado di affrontare con coraggio la crisi climatica”, secondo la definizione degli stessi ideatori.

Abbiamo tutti il ruolo di riparatori,che significa credere nelle possibilità che ciascuno di noi ha, nei suoi talenti, per metterli a frutto e far sognare il mondo e se stessi in modo diverso”.

Padre Enzo Fortunato, direttore della Rivista San Francesco

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