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4 Giugno 2021
Categoria: News da Way2Global
Per i non esperti il doppiaggio professionale e lo speakeraggio potrebbero sembrare sinonimi e, in effetti, le due tecniche hanno degli elementi che le accomunano.
Entrambi sono procedimenti tecnici e artistici applicati a un formato audio, di conseguenza è normale che sia il doppiatore sia lo speaker debbano possedere gli stessi requisiti come una dizione perfetta, senza inflessioni dialettali marcate (se non richieste dal copione) o difetti di logopedia, e una buona capacità interpretativa. A entrambi infatti viene richiesto di calarsi nella parte per poter trasmettere il messaggio con più efficacia.
Nonostante ciò quando si parla di doppiaggio e speakeraggio, si fa riferimento a procedure che vengono impiegate per scopi differenti. Vediamo dunque a cosa servono.
Prima di spiegare a cosa serve il doppiaggio professionale è opportuno aprire una breve parentesi per illustrare cosa si intende con questo termine.
Il doppiaggio professionale è il procedimento che sostituisce la colonna sonora originale (che non significa solo musica, ma anche parlato) con un’altra tradotta, per renderla accessibile in altri paesi. Come è noto, si tratta di una tecnica molto diffusa in ambito cinematografico e televisivo. In Italia si fa un largo uso del doppiaggio applicandolo a prodotti audiovisivi quali ad esempio film, serie TV, cartoni animati, e videogiochi.
Ma a cosa serve?
Come accennato sopra, il primo motivo, forse il più evidente, è legato alla lingua.
Il doppiaggio consente di guardare un film o un telefilm realizzato in un paese straniero senza dover conoscere la lingua in cui è stato prodotto. La versione in lingua originale viene infatti sostituita con una traduzione fatta su misura per quel prodotto, perfettamente sincronizzata con il labiale dell’attore, in modo tale da mantenere il parlato più fluido e naturale possibile.
Questa tecnica può essere applicata anche a contenuti audiovisivi prodotti nella lingua parlata dal pubblico cui gli stessi sono destinati. Può succedere infatti che il regista voglia ritoccare l’audio per correggere un’inflessione dialettale troppo marcata, ottimizzare la pronuncia imperfetta di un attore non professionista, oppure modificare il parlato di un attore dopo avere effettuato le riprese. Può capitare infatti che l’attore non segua perfettamente il copione, così il doppiaggio permette di rivedere la scena e ripristinare la fedeltà al dialogo originale.
Infine, il doppiaggio serve anche per dare voce a coloro che una voce non ce l’hanno, come i protagonisti di un cartone animato, gli oggetti inanimati, i bambini o gli animali, soggetti che il regista vorrebbe far parlare e che hanno bisogno di questo artificio per farlo.
In tutte queste casistiche, l’obiettivo finale è uno solo: offrire allo spettatore un prodotto audiovisivo che lo proietti nella storia e lo faccia immedesimare nei personaggi, con l’opportunità di provare sulla sua pelle le emozioni e le sensazioni evocate. È questo il risultato che si ottiene quando si ricorre a un doppiaggio professionale ben fatto.
A differenza del doppiaggio, lo speakeraggio è la tecnica che consente di registrare la traduzione del parlato di un prodotto audiovisivo e di montarla come voce fuoricampo.
Per questo motivo si tende spesso ad associare il termine “speaker” alla telecronaca delle partite di calcio oppure alle trasmissioni radiofoniche. In questo caso, diversamente dal doppiaggio, il parlato nella sua versione tradotta accompagna le immagini in sottofondo, e non comporta quindi alcuna tematica di sincronizzazione del labiale.
Una tipologia particolare di speakeraggio è il cosiddetto voice over, una tecnica che sovrappone la traccia audio della traduzione a quella del parlato nella lingua originaria, che risulta quindi percettibile, senza disturbare, in sottofondo.
Comunicazione, marketing e documentari sono gli ambiti che più ricorrono all’impiego dello speakeraggio, ciò fa intuire che il fine da raggiungere con questa tecnica sia ben diverso rispetto a quello del doppiaggio.
Lo speakeraggio infatti viene utilizzato a fini informativi e divulgativi, vuole catturare l’attenzione dello spettatore con l’obiettivo finale di trasmettere informazioni e conoscenza o promuovere un determinato prodotto o servizio e, allo stesso tempo, il brand dell’azienda.
La voce dello speaker accompagna le immagini come una sorta di didascalia audio, e dev’essere suadente e convincente per catturare l’attenzione dello spettatore e riuscire a trattenerlo quell’istante in più necessario a conquistarlo alla causa del prodotto pubblicizzato.
Analogamente al doppiaggio, anche lo speakeraggio è quindi finalizzato a suscitare emozioni nello spettatore.
Nella maggior parte dei casi, infatti, sono proprio le emozioni che fanno la differenza tra uno spot di successo e un flop totale. La sensazione che uno spot sa regalare diventa la motivazione all’acquisto, ed ecco perché la capacità di interpretazione dello speaker diventa determinante.
Dunque doppiaggio e speakeraggio non sono sinonimi, eppure una cosa è certa: per ottenere un risultato eccellente, occorre affidarsi a un professionista.
Tra i servizi offerti da Way2Global ci sono anche quelli inerenti alla traduzione e localizzazione dei video per marketing e advertising, come il doppiaggio, lo speakeraggio e il voice over.
I nostri doppiatori e speaker madrelingua, con il coordinamento dei nostri Project Manager, ci permettono di offrire un servizio di qualità declinato sulle esigenze specifiche di ciascun cliente.
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Laura Gori – Founder e CEO di Way2Global
Laura Gori è Founder e CEO di Way2Global, agenzia di traduzioni professionali e Società Benefit specializzata in reportistica ESG.
Chief Value Officer certificata e Consigliera di Assobenefit, ha attuato in Way2Global la sua visione di corporate governance sostenibile, ponendo la sostenibilità al centro del suo impegno imprenditoriale. Appassionata di rendicontazione di sostenibilità, ha contribuito allo sviluppo dello standard EFRAG VSME, e ha rappresentato in sede convegnistica internazionale le PMI che sperimentano gli standard più avanzati in materia di reporting ESG. Sotto la sua guida, Way2Global ha vinto nel 2025 gli Oscar di Bilancio nella categoria Società Benefit.
Fervente sostenitrice di Benefit Corporation e di empowerment femminile, lavora per armonizzare impresa, inclusione e impatto positivo, diffondendo una cultura d’impresa più giusta e sostenibile.
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