27 Giugno 2023

Brevetto farmaceutico: cos’è e come si traduce?

Categoria: News da Way2Global

Il brevetto farmaceutico è una delle tipologie di brevetti che incontriamo spesso nel nostro lavoro, per questo abbiamo deciso di spiegare cos’è e come si traduce.

La sua natura è piuttosto particolare, a mezza via tra due settori molto verticalizzati: il legale e il Life Sciences. Sono quindi legittimi i dubbi su quale sia il metodo migliore per tradurre un testo così complesso e delicato.

Prima di analizzare in che modo si traduce un brevetto farmaceutico però occorre soffermarsi sulle sue caratteristiche e sulla sua ragion d’essere, così da comprendere meglio la rilevanza della sua traduzione.

Che cos’è il brevetto farmaceutico

Come già anticipato, il brevetto farmaceutico è un documento dalla duplice natura tecnica e legale, il che rende la sua stesura un’operazione molto delicata.

Il brevetto farmaceutico nasce con lo scopo di riconoscere e proteggere l’impegno e i diritti di chi ha realizzato un’invenzione di prodotto, procedimento o di uso. Questi termini si riferiscono rispettivamente a tre tipologie di invenzioni: la realizzazione di nuovi prodotti, la creazione di nuovi metodi per realizzare prodotti già esistenti, e la scoperta di modi alternativi per utilizzarli.

Il brevetto farmaceutico conferisce un monopolio sull’utilizzo dell’invenzione, ossia attribuisce a chi ne fa richiesta il diritto di usare l’invenzione in modo esclusivo per un determinato lasso di tempo.

La ragion d’essere sottostante la sua concessione risiede nel notevole investimento che vi sta a monte. Prima di poter richiedere un brevetto farmaceutico, un’azienda deve infatti attendere molto tempo durante il quale continua a investire cospicue risorse (economiche e non), senza alcun ritorno o monetizzazione. Il brevetto farmaceutico viene quindi rilasciato sia per riconoscere gli sforzi nobili di chi investe in programmi di ricerca e sviluppo, essenziali per il progresso scientifico, sia a titolo di compensazione economica delle spese sostenute.

Grazie al conferimento del brevetto farmaceutico, l’azienda richiedente diventa l’unica a poter commercializzare il farmaco, ma solo limitatamente a un periodo di tempo di 20 anni, decorsi i quali anche ad altre aziende viene concessa la possibilità di produrre lo stesso farmaco sotto un nome differente.

Date le implicazioni insite nella concessione di un brevetto farmaceutico, è facilmente intuibile l’importanza di redigerlo in modo preciso e corretto.

La struttura da seguire nella stesura del brevetto farmaceutico è rigida e regolamentata, e richiede obbligatoriamente il rispetto della seguente strutturazione:

  • titolo;
  • abstract;
  • introduzione;
  • descrizione;
  • rivendicazioni;
  • disegni.

La descrizione dell’invenzione oggetto del brevetto deve essere conforme a due caratteristiche: completezza e chiarezza. La prima deriva dalla necessità di descrivere nei minimi dettagli la propria invenzione così da impedirne rivendicazioni illecite. La seconda invece è indispensabile per consentire ad altri di replicare e testare a loro volta l’invenzione apportata.

Parimenti rigorosa e dettagliata deve essere la traduzione del brevetto, necessità che si presenta quando lo si vuole registrare in un altro Paese o farlo valere in tutta l’Unione Europea. In quest’ultimo caso specifico, occorre tradurre il brevetto in almeno due lingue ufficiali dell’Unione.

A questo punto possiamo prendere in esame come si traduce un brevetto farmaceutico, e lo faremo partendo dalla nostra esperienza.

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Come si traduce il brevetto farmaceutico

Tradurre un brevetto farmaceutico è un compito che richiede estrema attenzione e cura, in quanto anche la minima inesattezza potrebbe arrecare seri danni per l’organizzazione che ne fa richiesta.

Per garantire la massima qualità e fedeltà della traduzione al testo originale è bene attenersi alle seguenti fasi:

  1. analisi del documento;
  2. traduzione;
  3. controlli.

Prima di tradurre il brevetto farmaceutico occorre esaminarlo con attenzione e raccogliere tutte le informazioni necessarie per procedere alla fase successiva. Lingue di partenza e di arrivo, lunghezza del testo, argomento trattato sono solo alcuni dei dati che occorre chiarire per decidere a chi affidare il lavoro.

Per tradurre un documento complesso come il brevetto farmaceutico occorrono infatti le seguenti caratteristiche:

  • conoscenza livello madrelingua delle lingue di lavoro;
  • preparazione ed esperienza nella traduzione professionale;
  • specializzazione in ambito farmaceutico e legale.

Non basta conoscere bene le lingue, né essere un traduttore generalista, occorre invece una figura professionale specializzata nella traduzione di tali documenti, pertanto la fase di analisi si conclude con la scelta dell’esperto a cui affidare l’incarico.

La traduzione vera e propria viene effettuata con l’ausilio di strumenti digitali che agevolano il lavoro del traduttore. Quest’ultimo infatti, lavorando in un ecosistema traduttivo specializzato, può operare sui segmenti in cui viene suddiviso il testo e scegliere di volta in volta il traducente più adatto grazie ai suggerimenti provenienti da glossari e memorie di traduzione. Tutto ciò non solo aumenta la qualità del lavoro riducendone le tempistiche, ma garantisce anche una perfetta uniformità linguistica con le traduzioni pregresse e la nomenclatura specifica del cliente.

Una volta conclusa questa fase, si procede con i controlli. Benché le competenze e l’esperienza del traduttore professionista, unite all’impiego delle nuove tecnologie, contribuiscano a ridurre di molto l’eventualità di imprecisioni all’interno della traduzione, i controlli su questo tipo di processo traduttivo devono essere plurimi e ridondanti, soprattutto nel caso di un brevetto farmaceutico.

controlli svolti da un’agenzia di traduzioni professionale sono di tre tipologie: il primo riguarda la coerenza e la fedeltà del contenuto alla versione originale, ed è appannaggio di un revisore; il secondo afferisce la forma, ed è svolto da un proofreader; l’ultimo infine riguarda il brevetto nella sua integrità e, nelle agenzie di traduzioni come la nostra, è solitamente svolto dal Project Manager, ossia il linguista preposto alla gestione dell’intero ciclo di lavoro.

A questo punto il brevetto farmaceutico può dirsi tradotto nel migliore dei modi, anche se potrebbero rendersi necessari altri due passaggi: la finalizzazione del layout e il conferimento di una valenza legale alla traduzione.

Alcune lingue impiegano infatti un numero di caratteri e parole maggiore rispetto ad altre, ad esempio l’italiano tende ad allungare le frasi rispetto all’inglese a parità di concetti. Nel processo di traduzione dall’inglese in italiano l’impaginato originale potrebbe quindi subire variazioni indesiderate, che a valle vanno risistemate grazie all’intervento di un grafico professionista.

Inoltre, laddove il brevetto farmaceutico andasse presentato dinnanzi a istituzioni pubbliche o private di altri Paesi, potrebbe rendersi necessario attestare la fedeltà del contenuto della traduzione rispetto all’originale oppure conferire una valenza legale alla traduzione effettuata. Nel primo caso occorrerebbe asseverare la traduzione, mentre nel secondo sarebbe necessario legalizzarla.

Questi sono i passaggi da rispettare per tradurre un brevetto farmaceutico in modo professionale, ossia in modo tale che rispecchi fedelmente il contenuto originale e, al contempo, risulti comprensibile a persone che si riferiscono ad altri contesti culturali.

A chi rivolgersi dunque per ottenere un servizio di questo tipo? Vediamolo insieme.

A chi rivolgersi

Il modo migliore per tradurre un brevetto farmaceutico consiste nel rivolgersi a un team di professionisti che sappiano come gestire e trasporre in un’altra lingua un documento così complesso e delicato.

Abbiamo visto come una traduzione di qualità richiede l’intervento di più linguisti, per cui le opzioni sono due: cercare, contattare e gestire tutte queste risorse per conto proprio oppure rivolgersi a un’agenzia di traduzioni.

Sebbene la prima ipotesi possa sembrare la migliore per motivi economici, in realtà occorre considerare anche altri fattori come il dispendio di tempo ed energie.

La ricerca degli esperti necessari per svolgere una traduzione di qualità non è così immediata come si potrebbe supporre. Oltre a individuare le figure professionali più idonee valutandone profilazione ed esperienza, è opportuno sottoporle a un test translation per verificarne le effettive competenze – compito non facile se si è profani del settore delle traduzioni.

Altrettanto complicato è gestire il ciclo di traduzione. Incastrare le tempistiche di ciascun task e ciascuna risorsa, controllando di volta in volta che tutto sia svolto a regola d’arte, è un’attività piuttosto complessa, non a caso nelle agenzie di traduzioni come la nostra ci sono figure appositamente preposte a tale compito: i Project Manager.

Le loro mansioni si scontrano quotidianamente con l’ingrato compito di far quadrare una triade di fattori apparentemente inconciliabili: tempistiche serrate, qualità elevata del risultato della traduzione, e budget del cliente.

Affidarsi a un’agenzia di traduzioni è dunque la scelta più conveniente per conseguire un effettivo risparmio e avere la certezza che il brevetto farmaceutico sia tradotto in modo corretto e sicuro.

Le agenzie certificate secondo le Norme ISO attivano sulle commesse traduttori e linguisti di alto profilo e integrano nel ciclo di lavoro molteplici fasi di controllo e supervisione successive, a tutto vantaggio della correttezza e della qualità del risultato finale.

La sicurezza inoltre è assicurata dai contratti di riservatezza firmati da traduttori e linguisti e dalle procedure e controlli interni all’agenzia stessa, a garanzia della privacy sulle informazioni contenute in questi preziosi documenti.

In Way2Global garantiamo traduzioni conformi a tutti questi requisiti. Siamo un’agenzia di traduzioni che opera da più di 30 anni, specializzata nella traduzione di settori altamente regolamentati come il legale e il farmaceutico.

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    Massimo Maffei è Chief Operating Officer di Way2Global, agenzia di traduzioni dall’anima Benefit, oltre che startup femminile. Con oltre 14 anni di esperienza nel settore della Language Industry, alla guida del reparto Sales ha curato le relazioni internazionali dell’azienda aprendo mercati e instaurando collaborazioni con clienti di ogni parte del mondo. Coniugando oggi nel suo ruolo commerciale anche la supervisione delle Operations, cura le relazioni internazionali che legano Way2Global a clienti e fornitori. Sempre pronto a nuove sfide, Massimo si tiene costantemente aggiornato sullo stato dell’arte dei nostri settori di riferimento, primo fra tutti il Life Sciences.
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