29 Giugno 2021

Le caratteristiche di un buon sottotitolo

Categoria: Sottotitolaggio

Le caratteristiche di un buon sottotitolo sono differenti rispetto a quelle di una classica traduzione e questo avviene principalmente per due ragioni.

La prima è legata alla natura del testo originale. Mentre di solito si ha a che fare con un documento scritto da tradurre in un’altra lingua, nel caso del sottotitolo si parte da un contenuto verbale che va tradotto e traslato in forma scritta. Si verifica così un passaggio di codice (dalla voce allo scritto) che richiede l’adozione di accorgimenti specifici.

Il secondo motivo alla base delle peculiari caratteristiche che contraddistinguono la traduzione di un sottotitolo è insito nei limiti spazio-temporali cui esso risulta vincolato. Se si traduce un documento nessuno si aspetterà che la nuova versione sia lunga la metà di quella originale, mentre per il sottotitolo vale l’inverso: per lo spettatore è quanto mai fastidioso visionare un video o un’immagine sovrastati da un testo molto lungo.

Sapere quali criteri occorre rispettare è fondamentale per tutti coloro che intendono valorizzare con una traduzione scritta il proprio prodotto audio-visivo – sia esso un film, una serie tv, un video pubblicitario o promozionale.

Vediamo dunque quali sono le caratteristiche di cui bisogna tener conto quando si valuta la qualità di questa particolare forma di traduzione.

Leggibilità e naturalezza

La leggibilità è la prima caratteristica da tenere presente.

Immagina di trovarti di fronte a un bel video promozionale in una lingua che non conosci, e di non riuscire a decifrarne i sottotitoli a causa ad esempio delle dimensioni troppo ridotte oppure della visualizzazione troppo rapida.

L’effetto frustrante di questa user experience rischierebbe di deludere lo spettatore e, soprattutto, di allontanarlo.

Bisogna quindi assicurarsi che il testo della traduzione risulti ben visibile nel sottotitolo e resti visualizzato abbastanza a lungo per consentire allo spettatore di leggerlo.

La regola base affinché il sottotitolo risulti comprensibile prevede quindi l’utilizzo di un carattere ben leggibile, di dimensioni adeguate e di uno sfondo scuro che agevoli la lettura.

Occorre inoltre tenere in considerazione il mezzo di comunicazione cui il sottotitolo è destinato. Lo spettatore legge infatti più velocemente se si trova davanti al grande schermo piuttosto che di fronte al televisore, di conseguenza anche questo influisce sulla modalità di fruizione e redazione del sottotitolo.

Altra caratteristica che non può passare inosservata è la naturalezza.

Benché non sia semplice riprodurre la fluidità del linguaggio naturale in frasi sintetiche come quelle dei sottotitoli, vi sono soluzioni ed escamotage tecnici che consentono di ovviare al problema.

Nel sottotitolo si possono infatti integrare suoni o caratteristiche della voce, come ad esempio l’intonazione, grazie al ricorso a simboli grafici come punti interrogativi, esclamativi o trattini, che sono elementi facilmente riconoscibili dallo spettatore.

A tutte queste caratteristiche fanno riscontro altri due elementi altrettanto importanti: completezza e discrezione.

Completezza e discrezione

I limiti temporali e spaziali rendono necessario ridurre il testo della traduzione rispetto al suo originale per poterlo veicolare nel sottotitolo che accompagnerà la scena visiva. Questa contrazione comporta però il rischio di perdere delle informazioni importanti, per questo si tratta di un’operazione che va eseguita con grande attenzione.

La completezza è infatti la terza caratteristica che un buon sottotitolo deve possedere e, laddove questa dovesse venire meno, ne risentirebbe senza dubbio la qualità del risultato finale.

Per evitare di tralasciare nella traduzione il trasferimento di informazioni critiche della versione originale, è necessario che il sottotitolatore abbia una visione complessiva dell’intero materiale su cui si accinge a lavorare, così da poter selezionare le informazioni più salienti ed eliminare quelle superflue.

Infine, la quarta caratteristica di un buon sottotitolo è la discrezione.

Chi guarda il video non deve avere la percezione di stare leggendo. La dimensione audio e quella visiva devono fondersi e confluire in un’unica narrazione che favorisca la comprensione del messaggio e arricchisca la user experience.

Per ottenere questo risultato, l’ideale sarebbe un sottotitolo costituito da una sola frase per ogni scena – il che agevolerebbe i movimenti dell’occhio e lo scorrimento con naturalezza sul testo.

Ritrovare tutte queste caratteristiche in un sottotitolo è possibile solo se ci si affida a un team specializzato come quello di un’agenzia di traduzione.

In Way2Global abbiamo team di sottotitolatori madrelingua esperti e dedicati agli ambiti più specifici, che sono in grado di tradurre i contenuti nel modo più professionale affinché valorizzino i prodotti audio-visivi dei clienti.

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