17 Giugno 2019

Benefit Corporation: la nostra risposta al pianeta che chiede aiuto

Categoria: Eventi

Milano, 13 giugno –  Tre B Corp e l’Associazione nazionale delle Società Benefit hanno tenuto una conferenza nel quadro de “I Dintorni del Festival dello Sviluppo Sostenibile” per raccontare cosa significa essere un’impresa sostenibile.
Laura Gori di Way2Global, Anna Cogo di Nativa, Martina Fondi di Treedom e l’Avv. Roberto Cociancich, in rappresentanza di AssoBenefit, si sono ritrovati nella sala 102 dello spazio Copernico-Isola per parlare di “Benefit Corporation, la via italiana all’impresa sostenibile”.

In un’epoca in cui si perdono spesso di vista valori come qualità, etica, sostenibilità, emozione e sentimento, ma si tende ad associare il business solo alla numerabilità, si avverte prepotente il bisogno di una nuova idea di impresa che risponda a istanze più alte e nobili rispetto al semplice profitto.
In questo clima e nell’ambito de “I dintorni del Festival”, parentesi successiva ai 21 giorni di eventi del Festival dello Sviluppo Sostenibile dedicato al tema della sostenibilità, quattro rappresentanti del mondo “benefit” hanno deciso di raccontarsi e illustrare tramite la loro esperienza cosa significhi adottare un nuovo modello di business sostenibile e perché sia necessario farlo.

Le Società Benefit e le B Corp sono aziende che decidono di spingersi oltre l’obiettivo del profitto per traguardare anche obiettivi di impatto (positivo) sull’ambiente e sulla società e dimostrare che profitto e sostenibilità sono due concetti perfettamente compatibili.

Nativa, società pioniera del modello benefit, si occupa di accompagnare le aziende nel percorso di “arruolamento” tra le B Corp. “Nativa costruisce ponti che aiutino ad aumentare il nostro impatto, positivo ovviamente” – dichiara Anna Cogo, Benefit Unit Officer di Nativa.
Per chi ci ha creduto fin dall’inizio, come il team di Nativa, e si è battuto per far valere anche a livello legislativo questa forma d’impresa, diffondere la propria esperienza e i propri valori è essenziale. Tra le colonne portanti di questa B Corp, come racconta Anna, c’è proprio la diffusione di questo modello di business e la collaborazione con le altre imprese – esattamente l’intento dell’iniziativa di giovedì.

Treedom è una piattaforma online che permette di piantare alberi in tutto il mondo, quindi “per noi la sostenibilità è pane quotidiano, è un valore fondante di quello che siamo, e per questo l’evoluzione in B Corp è avvenuta in modo naturale, quasi scontato”, Martina Fondi.
Oltre a permettere la piantumazione di alberi a distanza, il servizio di Treedom aggiorna costantemente i “proprietari” degli alberi con le news sulla loro crescita, affidata alle cure di contadini locali. Con questo tipo di attività Treedom lavora a 10 dei 17 SDGs per l’Agenda ONU 2030, e apporta un contributo significativo alla salvezza del nostro pianeta favorendo, tra l’altro, la riforestazione del globo con oltre 500 mila alberi piantati a oggi, l’assorbimento della CO2 dall’atmosfera e il sostentamento delle famiglie contadine di vari paesi del mondo.

Ma quando essere B non è così scontato? Quando si vende un servizio di traduzioni, per esempio, come si fa a essere Benefit? Laura Gori, orgogliosa Founder & CEO di Way2Global, che unisce il mondo con le sue traduzioni, racconta che non è semplice, ma come tutte le imprese difficili, regala un ritorno inarrivabile in termini di appagamento.
Integrare la sostenibilità nel business model gestendo un servizio di questo tipo richiede un investimento non indifferente sia in termini economici sia in chiave organizzativa ed evolutiva. Ma il ritorno è un volano di crescita sana e virtuosa, una leva di competitività che consente di sovraperformare il mercato di riferimento, oltre che di sentirti una persona migliore e più gratificata dal punto di vista imprenditoriale. “Spogliarsi delle prerogative di ricchezza e potere per abbracciare la causa del beneficio comune è oltremodo appagante e mai come in questo momento storico di crisi economica, civile e climatica si acuiscono, per un imprenditore illuminato e lungimirante, il senso di responsabilità e l’imperativo di usare il business come leva di riscatto e salvezza del pianeta” –  Laura Gori, Founder & CEO di Way2Global.

A tirare le somme e concludere la tavola rotonda di giovedì scorso, l’Avvocato Roberto Cociancich, in rappresentanza di AssoBenefit, che riassume i fervidi spunti della giornata in una considerazione pregnante. “Non si vive di sola aria, lo scopo di lucro è fondamentale da sempre per l’essere umano, e continuerà a esserlo. Quello che però il capitalismo non ha considerato è che questo autosostentamento non ci basta, l’uomo ha bisogno di perseguire un fine più nobile. Questo offrono le Benefit Corporation, questa possibilità di fare di più”. Altro punto a favore di questo movimento è che tutti possono farne parte, senza eccezioni, perché “non è il cosa facciamo, ma il come lo facciamo a fare la differenza. Tutti noi possiamo prenderci cura del nostro pianeta continuando a fare quello che facciamo e cambiando il come”.

Parole, quelle di tutti gli speaker, che vogliono essere ispirazionali e incoraggianti rispetto a un sistema economico malato, che ha bisogno di drastiche rettifiche, per il bene di tutti. Non è un percorso facile e tanto meno breve, ma di sicuro è una scelta obbligata se vogliamo salvare il nostro mondo, considerando che non ne abbiamo un altro a disposizione.

“Sappiamo bene dove vogliamo arrivare, ora dobbiamo SOLO remare per arrivarci”, Anna Cogo.

 

Benefit Corporation: la nostra risposta al pianeta che chiede aiuto

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