28 Marzo 2023

Chi si occupa del bilancio di sostenibilità?

Categoria: News da Way2Global

Il bilancio di sostenibilità è un documento essenziale per tutte le aziende che vogliono dimostrare ai propri stakeholder l’impegno nei confronti della società e dell’ambiente, per questo la sua redazione implica il coinvolgimento di più esperti.

In genere, nelle aziende che esportano in altri mercati, le figure che si occupano del bilancio di sostenibilità sono due: chi lo redige e chi lo traduce. Vista la rilevanza strategica del documento, è fondamentale che ciascuna di queste figure disponga di tutte le competenze necessarie per svolgere adeguatamente l’incarico. Vediamo dunque quali sono.

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Chi lo redige

Il bilancio di sostenibilità può essere redatto da una risorsa interna o da un consulente esterno, la scelta dipende dalla presenza o meno in azienda di un profilo competente per la redazione di questa specifica tipologia di rendicontazione.

In Way2Global, ad esempio, è la sottoscritta, CEO dell’azienda, a redigere ogni anno il bilancio di sostenibilità ma, per poterlo fare, ho dovuto frequentare un corso di alta formazione e superare un esame finale per iscrivermi al registro dei Chief Value Officer (CVO) certificati, figura nota anche come Manager del Valore.

La stesura del bilancio di sostenibilità è infatti un processo molto delicato in quanto esprime la rappresentazione del valore generato dall’azienda in ambito economico e nelle aree ESG, cioè nella sfera ambientale (Environment), sociale (Social) e della Governance.

Per redigerlo quindi non è sufficiente occuparsi di sostenibilità in azienda, ma occorre una preparazione specifica. Il processo di rendicontazione del valore aziendale è infatti assai articolato e richiede competenze verticalizzate e multiformi su più tematiche.

Innanzi tutto chi redige il bilancio di sostenibilità deve avere una solida preparazione teorica sull’argomento, che si sostanzia ad esempio con la conoscenza de:

  • i principi dell’economia civile, teoria economica d’ispirazione primaria per condurre un business in modo sostenibile;
  • i concetti fondamentali della creazione del valore e i processi di generazione dello stesso da parte delle organizzazioni per il tramite dei 6 capitali;
  • le metriche e le metodologie di misura e rendicontazione come l’IR Framework di IIRC o i GRI Standards.

A tutto ciò si aggiunge una conoscenza approfondita dell’azienda.

Vision, Mission, valori, storia, attività, progetti… Chi redige il bilancio di sostenibilità deve conoscere vita, morte e miracoli della realtà aziendale soggetta a rendicontazione. Solo questo livello di competenza consente di produrre un documento realmente rappresentativo dell’azienda, che sia anche utile dal punto di vista strategico.

Fondamentali in quest’ottica sono anche le competenze relazionali. Chi redige il bilancio di sostenibilità deve relazionarsi con diversi soggetti: risorse interne (soci, management, dipendenti) ma anche stakeholder esterni (clienti, fornitori, investitori, etc.). Questo dialogo si colloca a monte della stesura del bilancio, cioè per il tramite del dialogo e dello stakeholder engagement atto a raccogliere informazioni e dati sulle attività svolte, i risultati e gli impatti, sia a valle della rendicontazione, ossia nella fase di comunicazione e divulgazione del bilancio.

La capacità di analisi è una dote altrettanto cruciale, visto il compito da svolgere. Una volta raccolte le informazioni, occorre selezionarle, analizzarle e valutarle per definire una fotografia dell’intero valore prodotto dall’impresa.

La componente economica infatti rappresenta solo una parte, per quanto importante per la sostenibilità a lungo termine dell’impresa, di un quadro ben più complesso. Conseguire crescita economica calpestando i diritti dei lavoratori o inquinando l’ambiente può considerarsi una pratica positiva? Come tanta parte dell’opinione pubblica, anche noi in Way2Global siamo convinti che questa modalità predatoria orientata alla massimizzazione del profitto non sia più accettabile, è per questo che occorre individuare e valutare tutti gli aspetti del valore oltre a quello economico.

Infine, ma non meno importante, chi redige il bilancio di sostenibilità deve possedere una buona capacità di scrittura. Alle fasi di raccolta, dialogo con gli stakeholder e analisi fa seguito la redazione del bilancio, che va poi comunicato al resto del mondo. Sebbene lo stile, il registro o il tono di voce possano differire da un’azienda all’altra, le caratteristiche ineludibili di qualsiasi bilancio di sostenibilità sono la chiarezza, la precisione, la completezza e la sintesi delle informazioni compendiate.

Terminata la redazione del bilancio di sostenibilità, vista la portata di questa impresa sfidante, è opportuno favorirne la diffusione e ampliarne il più possibile il raggio di azione. Ciò significa in primo luogo ampliare la platea dei potenziali lettori, finalità facilmente perseguibile con la traduzione del bilancio in altre lingue.

Chi lo traduce

Anche in questo caso si può procedere in due modi: affidare la traduzione a un dipendente dell’azienda oppure a un’agenzia esterna. Come nel caso sopra accennato, la decisione dipende dalla presenza o meno in azienda di un profilo e delle competenze necessarie per tradurre il bilancio in modo impeccabile.

Innanzitutto occorre una perfetta padronanza linguistica dell’idioma di partenza e di arrivo. Il che non significa solo conoscere bene le lingue, ma anche essere in grado di coglierne ogni minima sfumatura e saperla trasporre nel modo più adeguato. Si tratta di un vero e proprio talento che presuppone una preparazione specifica e, di norma, una laurea in traduzione e anni di esperienza sul campo.

Alla padronanza linguistica deve abbinarsi un’approfondita conoscenza culturale, altro elemento basilare per eseguire una traduzione perfetta. Uno stesso concetto può infatti essere espresso attingendo a infinite combinazioni di parole diverse, ciascuna potenzialmente capace di evocare scenari e immaginari diversi a seconda della cultura e della sensibilità specifica del Paese di appartenenza.

Chi traduce un bilancio di sostenibilità deve inoltre essere specializzato in rendicontazione non finanziaria. Per trasporre al meglio il contenuto di questo documento, il traduttore deve essere in condizione di capire la logica e il funzionamento del processo sottostante, conoscere i principali Standard di riferimento del settore e padroneggiare la terminologia tecnica in uso.

Un ulteriore elemento che garantisce l’alta qualità della traduzione di un bilancio di sostenibilità è l’esecuzione di controlli sulla versione finale da parte di professionisti diversi dai traduttori che hanno svolto la traduzione.

Benché gli strumenti tecnologici oggi disponibili nella Language Industry contribuiscano a ridurre notevolmente l’incidenza di sviste nel processo produttivo, la Norma ISO 17100:2015 prescrive l’esecuzione di una serie strutturata di controlli (revisione, proofreading, QA, …) sul ciclo di lavoro per garantire la qualità della traduzione finale.

La Norma regolamenta anche i profili dei professionisti abilitati a eseguire i controlli sul contenuto della traduzione, come il revisore, che condivide col traduttore gli stessi requisiti e competenze, o il proofreader, che invece si occupa di un mero controllo formale.

Il processo di traduzione risulta dunque più difficile da gestire internamente per un’azienda in quanto richiederebbe la presenza di un team di risorse specialistiche (traduttori, revisori, proofreader). Per questo motivo le aziende tendono ad affidare la traduzione del bilancio di sostenibilità a un’agenzia di traduzioni come Way2Global.

In Way2Global ogni anno traduciamo più di 200 bilanci di qualsiasi tipologia, inclusi quelli di sostenibilità. Avendo a cuore questa tematica come Società Benefit, sappiamo bene quanto sia importante garantire una traduzione fedele e impeccabile di questo prezioso documento. Grazie alla nostra rete di traduttori e linguisti madrelingua specializzati in rendicontazione non finanziaria siamo in grado di fornire il servizio di traduzione del bilancio di sostenibilità in qualsiasi combinazione linguistica.

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    Laura Gori è Founder e CEO di Way2Global, agenzia di traduzioni dall’anima Benefit, oltre che startup femminile. Dopo trent’anni alla guida di una piccola multinazionale della localizzazione, Laura ha deciso di ricominciare daccapo e di fondare Way2Global per fare impresa a beneficio della società e dell’ambiente, oltre che della crescita aziendale. Fervente paladina di Benefit Corporation e delle istanze di empowerment femminile, Laura coglie ogni occasione per diffondere consapevolezza su questi temi e contribuire all’affermazione di un’economia più giusta, egualitaria e sostenibile per tutti.
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