9 Febbraio 2021

Differenze tra legalizzazione e apostillazione

Categoria: Asseverazione

Legalizzazione e apostillazione sono procedimenti diversi che portano allo stesso risultato: conferire valenza legale a un documento in un Paese diverso da quello in cui è stato redatto.

Come scegliere dunque tra questi due diversi servizi? La risposta è molto semplice: dipende dal Paese in cui si ha la necessità di far valere il documento.

La Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961 ha sostituito la legalizzazione tradizionale con l’introduzione dell’apostille, rendendo la procedura più semplice e veloce.

Occorre però ricordare che non tutti i Paesi hanno ratificato la Convenzione. Di conseguenza, prima di procedere con l’apostillazione, bisogna verificare se il Paese in questione rientra tra quelli che hanno aderito alla Convenzione.

Se l’esito della verifica è negativo, è necessario ricorrere all’iter di legalizzazione standard, altrimenti, in caso di esito positivo, si possono accelerare i tempi e procedere con l’apostillazione.

 

Cosa significa apostillare una traduzione

 

Apostillare una traduzione significa conferirgli valenza legale in un Paese diverso da quello in cui è stato redatto.

Una semplice traduzione, infatti, non è sufficiente per ottenere il riconoscimento ufficiale di un documento all’estero. A valle della traduzione occorre avviare una specifica procedura che gli conferisca valore legale anche oltre confine.

L’espressione “apostillare” deriva dal francese “apostille”, termine utilizzato per indicare il timbro che viene apposto a certificare la carica ricoperta dal funzionario che sottoscrive il documento e, di conseguenza, l’autenticità del documento stesso.

Si tratta di un timbro ufficiale, riconosciuto a livello internazionale da parte di tutti quei Paesi che hanno firmato la Convenzione dell’Aja.

 

La validità all’estero di una traduzione legalizzata o apostillata

 

L’introduzione dell’apostillazione ha semplificato non poco la procedura per legalizzare le traduzioni emesse in Italia affinché abbiano valenza legale all’estero.

Prima della ratifica della Convenzione dell’Aja, per richiedere la validità all’estero di una traduzione, era necessario avviare una doppia procedura di legalizzazione.

Una volta tradotto e asseverato il documento, occorreva infatti richiederne prima la validazione presso un ufficio della pubblica amministrazione italiano (la Procura della Repubblica se emesso da enti giudiziari, e la Prefettura se emesso da altri enti) e poi dalle rappresentanze diplomatiche o consolari italiane nel Paese di destinazione.

Con l’introduzione dell’apostille, invece, al posto di questa doppia validazione interviene un’unica procedura, cioè, appunto, l’apposizione dell’apostille come da Convenzione dell’Aja.

Questa riforma contribuisce a semplificare e snellire non poco l’intera procedura di legalizzazione, a tutto vantaggio dei tempi tecnici di erogazione del servizio.

Purtroppo se il documento dev’essere legalizzato per essere riconosciuto in un Paese che non ha aderito alla Convenzione, l’apostillazione non si può applicare. In questo caso infatti bisogna per forza ricorrere alla doppia procedura di legalizzazione.

 

Noi di Way2Global non solo offriamo entrambi i servizi ma siamo in grado di seguire per voi l’intero iter necessario affinché un documento possa essere tradotto e riconosciuto come valido all’estero.

Grazie alla nostra esperienza trentennale nel settore, sappiamo come gestire ogni caso specifico prendendoci cura del vostro documento sull’intero processo di traduzione e legalizzazione o apostillazione.

 

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